Festa del lavoro, sicuro?

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MAGGIO, 2017

Lavoro

Sicurezza sul lavoro

Festa

Festa del lavoro e Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro: due pesi e due misure.

Ricorrenze a confronto.

Ammettiamo di essere stati provocatori nel titolo.

La festa del 1 maggio che andremo a ricordare domani, ha assunto negli anni un’importanza enorme nel sentire comune.

Se il 1 maggio è per eccellenza la Festa che ricorda le battaglie operaie, in particolare quelle volte alla conquista dell’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore, tanto da essere impressa nell’immaginario collettivo nel dipinto di Giuseppe Lizza da Volpedo, il Quarto Stato, non possiamo dire che il 28 aprile, giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, ha avuto lo stesso comune sentire nell’opinione pubblica.

Certo, la commemorazione del 28 aprile è storicamente più recente, lontano da quel pathos di appartenenza di una “classe operaia” unita alla conquista dei propri diritti.

Mi sono interrogata sul senso di festa, di commemorazione del lavoro come diritto negli anni duemila: anni veloci e cangianti, dove l’impiego (quando c’è) assume forme ibride e impalpabili, spesso poco dignitose.

Nel 2003 l’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha istituito la giornata del 28 aprile con lo scopo di focalizzare l’attenzione internazionale sull’importanza della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e sulla necessità di un impegno collettivo per la creazione e la promozione della cultura della sicurezza e della salute.

L’organizzazione, istituendo questa importante data, ci dice sostanzialmente che non basta la conquista di un impiego, ma anche in tempi di cambiamento, sono diritti umani fondamentali anche la salute e la tutela della vita delle persone sui luoghi di lavoro.

Ogni giorno in Italia ci sono quasi 2.000 incidenti, 3 persone muoiono e oltre 100 rimangono permanentemente invalide a causa della mancata prevenzione.

Per queste ragioni, la giornata del 28 aprile, ha costituito e costituisce al pari del 1 maggio, uno strumento importante di sensibilizzazione per richiamare una maggiore attenzione delle istituzioni alle questioni della salute e sicurezza sul lavoro. 

La sicurezza intesa, come massimo sistema di controllo, non può funzionare correttamente senza l’esistenza di un efficace dialogo sociale: La sicurezza deve essere sentita come imprescindibile da ogni individuo e non avvertita come un costo a cui sottrarsi.

Gli elementi chiave per la sua applicazione di successo non possono essere delegati a un controllo degli enti preposti come ASL, Ispettorato lavoro, INPS, Carabinieri, con sanzioni pesanti a carico di imprese, ma devono essere percepiti come obbligo culturale.

Il percorso è lungo, ma è necessario preparare gli imprenditori e i lavoratori del futuro alla promozione strategica di meccanismi sostenibili.

Mi piace pensare che la famosa immagine di Charles Ebbets, che impressiona degli operai che pranzano sulla trave maestra del Rockefeller Center a New York nel 1932 ci mostri che la consapevolezza della sicurezza sul lavoro, sia un punto di partenza, non di arrivo.

Alessia Vania